TRAME, TRAME, TRAME di Beatrice Speranza

Beatrice Speranza ci racconta la mostra (poetica, aerea, bellissima) “Trame segrete” che ha realizzato con Emy Petrini, floral designer, alla Galleria 33 di Arezzo.

Trame, trame, trame… Ripeterlo tante volte di seguito rimanda quasi a un mantra….
A questa bellissima parola sono arrivata grazie a te Chicca, in uno dei nostri scambi emozionali “facebookiani”. Ti ricordi? Era dicembre e ti avevo parlato di un’idea che continuava a farsi viva nella testa: ricamare delle piccole presenze sulle mie fotografie.
Sento da un po’ di tempo il desiderio di intervenire con un’azione sulle mie immagini. Una volta non era così, forse perché ero io stessa a stamparle in B/N. L’intimità che avevo in camera oscura, con la lieve luce giallo-verde, con la chimica e il suo forte odore a cui mi ero affezionata, i negativi, la loro proiezione sulla carta mi faceva pensare che l’immagine che ne sarebbe nata non avesse bisogno di altro: in quella bacinella dove la fotografia prendeva forma piano piano, bella in tutte le sue sfumature e contrasti, avveniva un miracolo di per sé.
…Mi perdo… quello che cerco di raccontarti è che in quella piccolissima camera oscura, per cercare di ottenere un buon lavoro, dovevo essere calma, così mi accendevo la musica, solo musica: jazz mentre lavoravo e classica mentre sciacquavo le foto prima di andare a letto. Oltre alla calma occorreva grande concentrazione e soprattutto non avere fretta. Sì, calma e non avere fretta… è sempre stato difficile, ma mai come in questi tempi. La mia testa viaggia velocissima, le mie mani meno, il mio umore danza di continuo tra momenti di eccitazione creativa ed emozionale e quelli di sconforto universale con picchi di eccesso di “napoletanità” latente.
Quando Tiziana Tommei, curatrice della Galleria 33, mi ha invitato con Emy Petrini, floral designer, ad esporre nel suo spazio, l’occasione e il desiderio di misurarsi con un nuovo progetto che unisse le nostre esperienze artistiche si è avverata: presentare un progetto a quattro mani. Il nostro incontro emozionale e professionale mi ha dato in questi anni la forza di mettermi in gioco, di misurarmi con le mie paure, le mie insicurezze e forse per la prima volta sentire di avere la possibilità di superarle.
La Galleria 33 è uno spazio delizioso, intimo, candido, curato e si presta perfettamente a ospitare un progetto così personale ed emozionale. Questa è l’occasione di mettere in scena i nostri vissuti, di esorcizzare le nostre paure, di superare i nostri limiti.
E a questo punto torni tu, Chicca, con le tue intuizioni e riflessioni. Quando ti parlai del progetto di ricamare sulle mie fotografie, tu associasti la parola ricamo alla parola trama; seguendo poi il tuo blog, la trama è passata ad avere una valenza non solo nella narrativa e nella tessitura, ma anche nei misteriosi incontri, nell’unione di idee, intuizioni e gli accadimenti della vita.
Così nasce Trame Segrete, da un intrigo di riflessioni, di scontri e confronti, di fili di lana, di rami e foglie, di metallo di carta. Emy, spirito dei boschi, dove ogni cosa ha il suo tempo, i suoi ritmi di attesa, è stata colta da un Vortice improvviso, da presenze insistenti e non cercate. Questa è l’occasione per misurarsi con loro, con un’opera avvolgente, di forte presenza e allo stesso tempo di grande leggerezza realizzata con elementi naturali, rami rampicanti di Clematis vitalba.
Con il progetto Presenze, il ricamo trova nuova espressione e spazio nelle mie immagini: nasce da questa ricerca di attenzione, da un desiderio di rivelare piccole presenze nascoste, di rivivere quella magia dei gesti silenziosi che si svolgevano nella camera oscura.
Un desiderio irrefrenabile ha dato vita a “Le poesie dell’aria”, un libro di pagine bianche ricamato con fili di lana bianca dedicato a te Chicca, alle tue immagini scritte, alla nostra ricerca di leggerezza e soprattutto all’accogliere quella danza che è la vita.