Tartana

Immagini perdute
Tartana alla Vineria al 10: BANG!

ph antonio mariotti, tartanaAd invadere gli spazi del Wine Bar di piazza San Giusto ad Arezzo, come seconda proposta di mostra fotografica della stagione a Vineria al 10, è il Collettivo Fotografico Gruppo 12 con il progetto “TARTANA. Sguardi abbandonati”.

La collettiva fotografica, a cura di Tiziana Tommei, è una collaterale dell’evento “BANG! Nuove generazioni fotografiche”, iniziativa che si propone di coinvolgere realtà diverse del centro storico cittadino in un percorso di esposizioni fotografiche snodato tra p.zza San giusto e via de Redi.

Lorenzo Carnevali, Mario Cavigli, Antonio Mariotti, Simone Martini sono i componenti del Collettivo Gruppo 12, fondato nel 2012 a Bibbiena. Un collettivo compatto e composito.
Presentano una serie di scatti che non possono non colpire (Bang!). Il soggetto è quasi banale, certamente iperinflazionato: una realtà abbandonata, il Tartana. Ed è proprio questo che stupisce: a fronte di un tema oggi tanto diffuso, quale quello dei luoghi dismessi, si assiste a letture originali ed eterogenee. Quattro fotografi e quattro modi completamente diversi di affrontare ed illustrare una medesima storia. Storia, perché si parla di un luogo con un proprio vissuto, che non è scena ma protagonista dei racconti per immagini, scritti con tecniche e strumenti diversi da ciascun esponente del gruppo. Cosa non può non far riflettere di “Tartana”? Almeno due questioni. La prima è il concept che sottende ogni lavoro fotografico: dietro ogni serie c’è un’idea che sfocia in una visione personale del medesimo oggetto. Ciascuno di loro ha fermato aspetti diversi, proponendo più chiavi di lettura per guardare ad una dimensione che esiste ancora pur avendo cessato di vivere. Secondo: ognuno ha tradotto la stessa cosa con il proprio vocabolario. Antonio Mariotti restituisce con disincanto, in scatti studiati con scientifica misura, gli spazi aperti e i relitti simbolici dell’hic et nunc.Dall’analogica all’Iphone. Mario Cavigli dirotta l’attenzione entro oblò nei quali gli oggetti vengono giustapposti come in un rebus: zoom su dettagli da “realismo magico”. Cortocircuiti di senso li mette in pratica, con un metodo a sé (ma sempre con medium iphone) anche Lorenzo Carnevali. La sua visione ricostruisce, come in un puzzle, gli spazi di vita, restituendone i silenzi, le pause, i ritmi assorti.Simone Martini
E l’interpretazione più singolare e spiazzante, ma anche la più, paradossalmente, veritiera è quella proposta da Simone Martini. Un luogo che non può che rivivere nel sogno, in una dimensione altra, fuori dal tempo e dallo spazio reale. Un mondo che può tornare ad essere abitato solo da personaggi che non esistono, immaginati, creati e infine messi in scena in situazioni fuori dalla logica, lontani dal reale.

L’appuntamento è alla Vineria al 10, dalle 19 alle 20 per il vernissage della mostra, che resterà visitabile fino al 3 novembre secondo i consueti orari di Vineria al 10 – dalle 18, tutti i giorni tranne il martedì.

Foro - Mario CavigliLa discoteca - Lorenzo Carnevali