TAKE CARE, MY LOVE _ a cura di tiziana tommei

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Venerdì 16 giugno 2017 alle ore 18.00, presso la Fortezza del Girifalco a Cortona, inaugura la mostra dal titolo “Take care, my love”, doppia personale di Roberta Busato ed Enrico Fico a cura di Tiziana Tommei. L’evento, patrocinato dal Comune di Cortona, si inserisce nell’ambito della programmazione 2017 relativa all’arte contemporanea in Fortezza, è organizzato da Art Adoption, associazione attiva nella promozione e diffusione dell’arte contemporanea, e presentato dall’associazione OnTheMove.

Il progetto espositivo muove dalla materia verso il concetto, non volendo per questo negare, ma anzi all’opposto rafforzare, la coesistenza di questi due poli in ciascuno dei momenti del percorso. Si presentano scultura e tecnica mista: muovendo dalla figura umana, smembrata e ricomposta nei frammenti di terra cruda di Busato, si passa a riflettere su Dio, la religione e il potere della parola con la poesia visiva di Fico. Leggerla come un moto verso l’alto è sbagliato perché il contatto con quello che è personificazione del divino si rivela fallace. La terra si fa lentamente polvere; la parola, insieme all’immagine, implode. I tagli degli arti, le cancellature di significati, come le perdite di valori, sono alcuni degli elementi che costituiscono parte integrante delle opere proposte, come di un iter simbolico. In senso lato si tratta di una riflessione sul contemporaneo, sull’uomo e sul rapporto con il tempo e, più nello specifico, con il suo scorrere. Non c’è nulla di “buono” in questi lavori: tutti affermano la stessa cosa, ossia che non esiste luce, se non attraverso la sofferenza, la distruzione e l’accettazione dell’impotenza umana. La costruzione di una forma di vita parte dalla coscienza di questa condizione di precarietà e dolore, ma non toglie speranza nella capacità umana di crescere e migliorare il mondo. Il venir meno della stabilità intesa come sicurezza, e con questi l’incompletezza e l’assenza di risposte, lastricano la strada della salvezza, perché ti costringono ad andare in profondità. Significativo è il fatto che il percorso espositivo, da Busato a Fico, all’interno delle sale, possa avvenire anche all’inverso per tornare dunque alla terra, alla materia, che in ultima istanza si polverizza, come le ossa.

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Roberta Busato è nata a Verona nel 1976. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove si diploma nel 2004 in Pittura con Omar Galliani. Parallelamente avvia la collaborazione con la compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio in veste di scenotecnico. Sono anni di studio e ricerca, durante i quali l’artista porta avanti un approccio multidisciplinare, integrando disegno e pittura, scultura e teatro. Un siffatto imprinting alla concezione e sviluppo dell’opera artistica, attraverso il ricorso ad un’eterogeneità di mezzi espressivi, condurrà verso la realizzazione di lavori pittorici, fotografici e video per sfociare poi, nell’ultimo periodo, ad un’indagine rivolta esclusivamente alla materia plastica. All’origine del più recente ciclo di opere vi è la scoperta della terra cruda, materia primordiale. La scelta di questo elemento, povero ma gravido di storia e altamente simbolico, e il perfezionamento di un iter procedurale tecnico e creativo – di scomposizione e ricomposizione della forma – rappresentano i due momenti fondamentali di una ricerca non esclusivamente plastica e materica, ma estremamente personale e profondamente poetica. Dal 2000 prende parte a progetti espositivi. Alcuni dei suoi lavori sono stati selezionati da AJAC e presentati in un group show al Tokyo Metropolitan Art Museum. Tra le più recenti esposizioni si citano: Il meglio dell’arte italiana figurativa (MacS, Museo d’Arte Contemporanea di Sicilia, Catania, 2016); Migrazioni. Contaminazioni culturali tra i popoli (Fondazione l’Arsenale, Iseo, 2016); GAM, a cura di Vincenzo Denti e Gianfranco Ferlisi (Casa del Mantegna, Mantova, 2016); Sablier, personale a cura di Tiziana Tommei (Galleria 33, Arezzo, ottobre – novembre 2016); L’Arte per l’Arte, asta e mostra collettiva presso la Fondazione L’Arsenale (Iseo, 2016); Setup Contemporary Art Fair 2017, Bologna, a cura di Tiziana Tommei e presentata da Galleria 33; IX Biennale d’Arte Giovani, a cura di Gianfranco Ferlisi (MAM Museo d’Arte Moderna, Gazoldo Degli Ippoliti, Mantova, 2017); Ave Crux, a cura di Angelo Zanella (Fondazione l’Arsenale, Iseo, 2017). Vive e lavora a Mantova e Pietrasanta.

Enrico Fico é nato nel 1985 a Napoli. Si laurea in Filosofia estetica e dell’arte a Siena, con proficue collaborazioni con L’École Normale Superieur de Paris. Durante gli anni universitari sviluppa la passione per la fotografia, ideando un suo modo di scattare denominato “fotografia metafisica casuale”. Da sempre coltiva un approccio trasversale rispetto al sapere, sperimentando discipline diverse: dalla scenografia al costume teatrale, dal cinema alla grafica. I progetti personali – quali Anabasi, À chacun son enfer, Caedes, Ghiandole, Credo in un solo Dio – muovono da un uso sperimentale del mezzo fotografico con incursioni sempre più frequenti e sostenute nel campo della poesia visiva, fino a giungere alla forma plastica con la scultura-installazione. Oggetti simbolici o mnemonici e soggetti religiosi, allegorie e metafore visive fungono da vocaboli, ora sotto forma d’immagini e ora di testo, all’interno di un linguaggio ermetico e molto personale. Dal 2013 avvia l’attività espositiva, partecipando a mostre, festival e progetti site specific. Tra i progetti espositivi realizzati si citano: Albero, installazione site specific ideata e realizzata in collaborazione con Luca de Pasquale (Galleria 33, Arezzo, dicembre 2014); Dedicato a Sir J, Herschel, doppia personale a cura di Tiziana Tommei (Galleria 33, Arezzo, dicembre 2015 – gennaio 2016); Nyctophilia, doppia personale a cura di Tiziana Tommei (Galleria 33, Arezzo, novembre – dicembre 2016). Espone a Setup Contemporary Art Fair 2017 con Galleria 33, che lo presenta come artista under 35, candidando il lavoro À chacun son enfer al premio Setup artista under 35 con testo critico dedicato pubblicato su catalogo. Dal 2014 il suo lavoro è seguito da Galleria 33. Vive e lavora ad Arezzo.

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