TABLEAUX VIVANTS guen fiore

Guen Fiore, Vogue Italia, 2015 - 2016 (2)Guen Fiore, Vogue Italia, 2015 - 2016Guen Fiore, Vogue Italia, 2015 - 2016 (3)a© Guen Fiore

TABLEAUX VIVANTS guen fiore

Dal 30 novembre 2016 al 10 gennaio 2017 è in mostra presso Vineria al 10 ad Arezzo, Tableaux Vivants, personale fotografica di Guen Fiore. Il progetto espositivo è a cura di Tiziana Tommei e in collaborazione con Galleria 33. La selezione di scatti presentata è parte di un lavoro realizzato nel 2015 per l’evento “Elite New Wave”, organizzato da Vogue Italia, andato in scena a Villa Necchi Campiglio a Milano e pubblicato su Vogue nel gennaio 2016.

Le ragioni della scelta di presentare in mostra non un progetto personale, ma un lavoro realizzato su commissione di un brand internazionale, vanno ricercate nelle opere fotografiche stesse, nonché nel raffronto di queste con l’iter progettuale perseguito negli anni dalla fotografa. Nelle immagini esposte ritroviamo infatti concentrati molti dei caratteri del modo di concepire e di “fare” fotografia di Guen Fiore. Guardando in toto ai suoi progetti, se da un lato sono dichiarati i riferimenti a Vivian Maier e a Alfred Eisenstaedt, dall’altro emergono in modo diretto exempla molteplici. In primis le foto d’epoca, come si evince anche scorrendo rapidamente il suo profilo Instagram; in secondo luogo il cinema, e più in particolare quello americano degli anni Cinquanta. Questi modelli trovano corrispondenza nei due aspetti fondamentali della sua ricerca: la rappresentazione della figura umana e l’interesse per la storia, ossia il ritratto e la narrazione. I suoi soggetti, prevalentemente femminili, che siano persone comuni o modelle, risultano sovente immersi nel processo creativo e trasfigurati. Nel primo caso, esse vengono spogliate del loro status per assumere valenze opposte a quelle reali: la ragazza della porta accanto veste i panni di una diva del cinema o di una star della moda e viene inclusa in un racconto svolto attraverso i singoli scatti, da leggere come fotogrammi in sequenza. Quando invece, come nella serie di Elite New Wave, la fotografa ha davanti alla macchina da presa una professionista, ella non si limita a metterla in posa, bensì la rende interprete, così come non si ferma alla messa in luce della bellezza di superficie, ma svela in modo subliminale dettagli realistici e mai banali. Nella costruzione di scene “girate” all’interno di un luogo storico e scenografico come Villa Necchi Campiglio, perfetta quinta di un quadro vivente, sfilano i “nuovi volti” scelti da Elite per interpretare i capi e gli accessori delle capsule collection firmate da giovani designer. Le indossatrici vengono inquadrate in tableaux vivants – come si sottolinea nell’articolo pubblicato su vogue.it da cui si prende spunto per il titolo della mostra – non solo in quanto recitano la parte che è stata loro assegnata e per la quale sono dirette, truccate e abbigliate, ma anche perché nella totalità della finzione, esse sono componenti del metaracconto di chi esegue gli scatti. In quest’ultimo frangente, ed è questo il nodo, il copione prevede infiltrazioni e manifestazioni del reale nei dettagli di volti, gesti e sguardi, in un teatro che pone al centro emozioni e stati d’animo.

Guen Fiore
Nata a Pescara nel 1988. Vive a Roma, dove studia ingegneria. Sin da piccola manifesta un forte interesse per l’immagine, che la porta negli anni ad accostarsi da autodidatta alla fotografia. Nel 2011 inizia il suo percorso, focalizzandosi da subito sul ritratto. La rappresentazione della figura umana, infatti, è ciò che caratterizza tanto la sua ricerca, quanto il suo lavoro: sia nei progetti personali che nei servizi professionali, e specialmente dedicati alla moda, resta fermo e manifesto l’interesse per la persona. Ogni soggetto scelto viene assunto in una nuova veste e trasportato in una storia. Il racconto che ne scaturisce è fatto di gesti, sguardi ed elementi di comunicazione non verbale che esprimono sentimenti, emozioni e stati d’animo. Il sincretismo con il cinema, unito a quello per la narrativa, conferiscono alla sua fotografia un grande potenziale comunicativo e un forte impatto sul piano dell’immagine. Nel 2014 viene selezionata da Vogue Italia e coinvolta in un progetto in collaborazione con Swatch realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del magazine. Nello stesso anno avvia la sua carriera espositiva, prendendo parte alla collettiva May Photography di Galleria 33. Da allora compie un’incessante ascesa. Collabora con importanti brands e magazines internazionali, portando avanti parallelamente progetti personali, tra i quali si citano: “Se un giorno d’inverno un’Euridice”, “The Dreamers”, “The land will not heal”, “Road to Woodstock”, “Origins”. Espone sia in Italia che all’estero. Nell’ultimo anno una selezione dei suoi lavori è stata inserita da YellowKorner Galleries nel progetto “Modern Beauties. Time out” ed esposta a Chicago, Parigi, Zurigo, Londra, Monaco, Berlino, Barcellona etc. Tra i prossimi progetti si anticipa la collettiva “Moth of photography Los Angeles group show”, a cura di Lucie Fondation and Photo L. A. (gennaio – febbraio 2017). Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: International Photography Awards 2014, 2015, 2016; Lens Culture Exposure Awards 2014; Moscow Photo Awards 2016. Molte anche le pubblicazioni, tra le quali: Vogue Italia Magazine, Vanity Fair, D La Repubblica, iGnant, Wall Street International, l’Oeil de la Photographie, GQ.

Info.
La mostra inaugura mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 18.30 e sarà visitabile fino al 10 gennaio 2017, con i consueti orari di Vineria al 10

*Le stampe fotografiche fine art delle opere esposte sono state realizzate da Luciferi fine art LAB.