Invito al viaggio

Forme pure, geometrie di ascendenza pierfrancescana e una matericità pseudoinformale che, trapelando da piccole sezioni di tela, diviene metafora dell’imperfezione umana

Giovanissimo e appartenente a quella elitaria avanguardia dell’arte contemporanea che sostiene la forza comunicativa dei mezzi espressivi tradizionali, Roberto Ghezzi si muove in equilibrio tra formalismo e lirismo, alla ricerca del punto d’incontro tra la purezza del segno e il corrispondente stato emotivo dell’essere.

La tela e la pittura ad olio sono gli strumenti attraverso i quali l’interiorità e la forma mentis dell’artista trovano concretezza, palesandosi al riguardante.

I paesaggi e le figure femminili sono escamotages formali, capaci di veicolare concepts introspettivi, emotivi e cerebrali. La logica spaziale, che sottende la costruzione a piani sovrapposti e coordinate imperniate a fulcri compositivi, struttura la soggettività della creazione, traducendola in un messaggio di portata universale.

Un’opera artistica capace di parlare un linguaggio fruibile a tutti, perché giocato sulla sfera delle emozioni, delle sensazioni, dei sentimenti – quelli più intimi e profondi – ma anche evocativa di momenti introspettivi: lo sguardo che si perde verso l’orizzonte, di fronte al mare o sotto un cielo percorso da nubi, nel profilo delle montagne, in una natura che è tutta mentale, intima ed emozionale.

Un’arte capace di toccare tutte le corde del sentimento, di muoversi dal particolare all’universale, con estetica e misura, provocando emozioni profonde, senza far rumore