I “Collages” di OGI

OGI, Collage – Passeggiata, 2016 disegno su carta giapponese, tessuti in cotone e sintetico, cm 30x30

OGI, Collage – Passeggiata, 2016
disegno su carta giapponese, tessuti in cotone e sintetico, cm 30×30

OGI, Collage - Clara, 2016 disegno e ricamo su carta e tessuto, cm 40x40

OGI, Collage – Clara, 2016
disegno e ricamo su carta e tessuto, cm 40×40

OGI, Collage - Riflessioni in Armonia, 2016 disegno a pennarello, carta giapponese, tessuto in ovatta, cm 40x40

OGI, Collage – Riflessioni in Armonia, 2016
disegno a pennarello, carta giapponese, tessuto in ovatta, cm 40×40

OGI, Collage - Tasche Rosa, 2016 carta giapponese, tessuto in lana, disegno su carta e ricamo, cm 30x40

OGI, Collage – Tasche Rosa, 2016
carta giapponese, tessuto in lana, disegno su carta e ricamo, cm 30×40

OGI, Collage - Bolla, 2016 disegno su tela, tessuto di organza, tessuto sintetico e carta giapponese cm 40x30

OGI, Collage – Bolla, 2016
disegno su tela, tessuto di organza, tessuto sintetico e carta giapponese cm 40×30

OGI, Collage – Rosa nocciola, 2016 carta giapponese e juta, cm 40x30

OGI, Collage – Rosa nocciola, 2016
carta giapponese e juta, cm 40×30

I Collages di OGI
testo di tiziana tommei

I Collages sono abitati da figure stilizzate, fatte di segni spezzati e spigoli, composte per frammentazione di linee con un ritmo sincopato che porta il pennarello ad allontanarsi in un continuum dal supporto. Questi personaggi possono essere letti come assemblaggi figurativi degli stessi tratti o “aste” che caratterizzano la scrittura interiore di Ogi.
Occorre qui aprire una parentesi sulla produzione storica dell’artista. Nel 1982 Ogi inizia a raccogliere quaderni che lascia rigorosamente intatti, disponendoli uno sopra l’altro. Due anni dopo nascono le Tensioni: stanghette unite all’estremità, a volte colorate, che con un flusso “cantilenante” investono pagina dopo pagina i diari già collezionati. Si tratta di una parte fondamentale del corpus dell’artista: una sorta di accumulazione compulsiva di elementi, segni brevi inclinati, spezzati e regolari, collegati tra loro, replicati su quaderni e tele a formare elenchi potenzialmente infiniti. Potrebbe essere definita scrittura silenziosa o primigenia. Una riduzione al grado 0 della forma. Indubbiamente una manifestazione dell’esser-ci. Come lei stessa scrive «il foglio di carta bianco è stato il mio “sedativo”». Da questi segni sono nate le installazioni su parete fatte di corda e chiodi, la serie dei Molari (1995) e le Tele ricamate (1998). I disegni dei Collages si inseriscono su questa linea, sono fatti dello stesso tratto, composti dalle medesime unità di segno, per l’artista «una sorta di alfabeto per l’anima. Punti di sutura per porre riparo al danno e alla ferita materiale, carezze e conforto per la parte invisibile».
Gli strappi della carta e i brandelli di tessuto entro cui s’inseriscono le figure innescano un gioco di piani (in concreto, sulla tela bianca), suggeriscono una stratificazione di significato (idealmente, procedendo a ritroso dalla figurazione). Sintomatico in tal senso è il passaggio da Tasche rosa a Bolla: in quest’ultimo la figura umana appare velata e prima di essa emergono i materiali, la carta giapponese, il tessuto sintetico e l’organza. Gli strati multimaterici non sono più sovrapposti, ma divisi e allontanati (mescolati e fusi in Passeggiata, distinti e cuciti in Clara, sovrapposti e incollati con precisione in Armonia, giustapposti e decentrati in Tasche rosa). Il passo successivo e ultimo si ha in Rosa nocciola: in questo avviene il passaggio all’astrazione, svaniscono la rappresentazione umana e il segno, lasciando spazio ad una matrice informale fatta di gesto e materia.

OGI
Just a Spoonful of sugar helps the medicine go down
Galleria 33 Arezzo, 1_30 aprile 2016