Gli “Scrigni” di OGI

Scrigno tubero n° 1 Oro Indiano 2016,  ceramica, filo di spago, tessuto di seta indiana, gommapiuma, nastro di cotone

OGI, Scrigno tubero n° 1 Oro Indiano, 2016
(ceramica, filo di spago, tessuto di seta indiana, gommapiuma, nastro di cotone)

OGI, Scrigno  tubero n. 2 - La dama del fiume, 2016 (statuetta di giada, filo di spago, tessuto di cotone, cestino di bambù, tessuto di lino, ceramica, bracciale in ferro dolce e velluto, nastro di cotone)

OGI, Scrigno tubero n. 2 – La dama del fiume, 2016
(statuetta di giada, filo di spago, tessuto di cotone, cestino di bambù,
tessuto di lino, ceramica, bracciale in ferro dolce e velluto, nastro di cotone)

OGI, Scrigno tubero n. 3 - La torre, 2016 (cesto di bambù, ceramica, nastro di cotone, collana intrecciata in cotone rosso e bianco, nastro di seta, gommapiuma)

OGI, Scrigno tubero n. 3 – La torre, 2016
(cesto di bambù, ceramica, nastro di cotone, collana intrecciata in cotone rosso e bianco, nastro di seta, gommapiuma)

OGI, Scrigno tubero n. 4 - Blu Cina (filo di spago, bracciale in terra cotta smaltato con pietre dure, tazzina in porcellana, nastro di cotone, gommapiuma, intreccio in bambù)

OGI, Scrigno tubero n. 4 – Blu Cina
(filo di spago, bracciale in terra cotta smaltato con pietre dure, tazzina in porcellana,
nastro di cotone, gommapiuma, intreccio in bambù)

Gli Scrigni di OGI
testo di tiziana tommei

Gli Scrigni, al pari di tutte le opere di Ogi, non hanno nulla d’immediato, né a livello di realizzazione né di lettura. Essi hanno una forte valenza germinativa. Citando l’astista, questi costituiscono dei “tuberi”. Sono fatti di materia concreta e palpabile – oggetti, corda, cotone, gommapiuma, tela – ma quello che rappresentano non è tangibile; parlare di surrealismo potrebbe apparire fuori luogo, ma finisce per esser calzante se si coglie in essi la manifestazione di ciò che viene nascosto dentro, a cui chi crea conferisce una struttura con lucidità e distacco. Sono opere apotropaiche, viatici per la comprensione dell’essere.

Per spiegare gli Scrigni, Ogi sceglie la forma del racconto:

«Gli Scrigni-tubero rappresentano manufatti nati dal sottosuolo, vissuti al buio e protetti dal terreno. Si deve andare in profondità per estrarli come succede per le gemme preziose. Una volta estratti e portati alla luce, vengono con cura infilati dentro gerle di vimini e consegnate al viaggiatore in marcia verso luoghi montani.
Saranno accolti in case di pietra dalle dimensioni non troppo grandi, dagli ambienti raccolti dai soffitti bassi con illuminazione alquanto soffusa. Paesaggi boschivi o malghe verdeggianti saranno loro gli amici di questi piccoli e compatti oggetti esposti ogni volta che si desidera all’aria fresca e illuminati dal sole. Gli Scrigni-tubero sono costruiti con elementi naturali sensibili a modifiche con il passare del tempo. Superfici ruvide e irregolari dai margini morbidi e indefiniti. Visioni intuitive del mondo, manufatti indifferenti al buon gusto convenzionale. Oggetti apparentemente anonimi e semplici con una loro forza ben determinata».

L’artista fa ricorso alla narrazione visionaria e metaforica. Questo estratto è un crogiolo di principi che caratterizzano il lavoro di Ogi: la dicotomia buio/luce; l’asimmetria esterno/interno (oggetti preziosi in ruvida juta / «apparentemente semplici ed inerti ma con una forza determinata»); il movimento spazio/tempo (il viaggio; i tuberi non sono stabili e sono «sensibili a modifiche»); la natura (e la sua transitorietà); ricerca estetica come sinonimo di armonia (proteggere, andare in profondità, curare).
Parafrasando, gli Scrigni sono la nostra essenza, l’animo umano, ciò che siamo. Per conoscere noi stessi dobbiamo andare in profondità, conoscere o recuperare caratteri della nostra indole e ricordi; iniziare un viaggio in noi stessi e affrontare, vivere e curare la nostra interiorità. Con il tempo si cambia: l’apparenza, l’esteriorità e ciò che è immediatamente manifesto può ingannare chi si arresta alla superficie. Tuttavia occorre tenere conto anche di altri elementi. Alla base del concetto di Scrigni c’è anche quello di culla o incubatrice: un ambiente protetto e accogliente, atto a favorire la germinazione e l’evoluzione, la crescita e dunque anche le mutazioni. Non per ultima, la filosofia Wabi-Sabi. È questa la chiave più utile per svelare la natura degli Scrigni: essi possono essere accostati alle case da tè giapponesi, costruzioni apparentemente semplici, modeste e discrete ma in realtà ricercate, cerimoniali e preziose. Spazi raccolti, concepiti in ossequio ad un’estetica distante da quella occidentale, indubbiamente più complessa e spirituale, fondata sulla natura e «capace di restituire all’arte del vivere una certa dose di saggezza e di equilibrio».

OGI
Just a Spoonful of sugar helps the medicine go down
Galleria 33 Arezzo, 1_30 aprile 2016