giuseppe negro _ art adoption new generation

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Il silenzio. Abbiamo dimenticato da tempo il suo valore.È diventato raro e prezioso, difficile da raggiungere, osservare e godere. Tuttavia, esso è fondamentale per tentare di instaurare un dialogo con il lavoro di Giuseppe Negro. Il legno bruciato è il suo alfabeto segnico e assurge a metafora di vita. Egli è affascinato dalla materia, che seleziona e assembla in costruzioni pseudo-architettoniche aperte verso lo spazio e il riguardante. In questo ‘disegno’ il caso non è contemplato: ogni frammento di materia è controllato e giustapposto con maniacale e certosina attenzione. La ricerca formale, che riveste un peso fondamentale nel processo creativo dell’artista, non è mai disgiunta da significati e simboli legati ai materiali. La memoria e l’identità collettiva, l’attaccamento alle propri radici e alla storia, il luogo e il tempo dell’azione umana, costituiscono infatti le fondamenta della sua narrazione. Si tratta di un racconto profondo e personale, fatto d’immagini potenti, in cui il nero è imperante, senza mai essere assoluto ed uniforme. La sacralità evocata dai suoi lavori è un fatto intimo, che si origina dalla materia e che impone di rispettare il ripetuto silenzio.

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Giuseppe Negro. Catanzaro, 1974. È docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Opera nel campo della sperimentazione visiva, collaborando con musei, gallerie e fondazioni d’arte. Le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private, tra cui: Museo MAON di Rende (CS); Patrimonio dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; studi di Museo-Centro Olevano Romano (RM); Fondazione Volume di F. Nucci. Tra le sue mostre personali La camera anecoica, a cura di S. Caramia, Museo MARCA (Catanzaro 2016). Tra le mostre collettive più recenti: Biennale Le latidudini dell’arte Germania-Italia a cura di V. Monteverde, Palazzo Ducale (Genova 2017), Il segno della passione, a cura di G. Petruzzelli, Università Complutense (Madrid 2016); Mimesi architetture in natura, a cura di S. Caramia, Museo Civico – Convento di S. Francesco” (San Benedetto del Tronto 2016); I’m on fire, a cura di M.Cavallarin, Galleria Ellebi (Cosenza 2015); Premio Internazionale Limen Arte, VII edizione, a cura di G. Di Genova, Complesso Monumentale del Valentianum (VV 2015); I martedì critici – residenza artistica, a cura di A. Dambruoso, BoCs (Cosenza 2015); It’s all about paper, a cura di L. Madaro, A 100 Gallery (Galatina – Le 2015).

[tiziana tommei]